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Sotto 6
6-10
10-15
15-20
20-30
Oltre 30
Forza
Leggera
Medio-leggera
Media
Medio-forte
Forte
Valutazione
95-100
90-94
85-89
80-84
Inferiore a 80
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38.0-39.9%
40.0-43.0%
43.1-46.0%
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50.1-55.0%
over 55.0%
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OB
IB
Prezzo
Sotto 50
50-100
100-250
250-500
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95-100
90-94
85-89
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Vinoso

Come leggere l’etichetta

whisky_label_to_read_itC’è un particolare fine sulla bottiglia, in grado di svelarci molte notizie utili: l’etichetta. Che sia grande o piccola, a volte incisa nel vetro, a volte doppia (davanti e dietro), a volte densa di informazioni e a volte più succinta, l’etichetta dovrebbe darci tutte le informazioni per capire qualcosa di più del contenuto. Non è sempre vero, ma un’infarinatura generale ci può sempre essere utile.

La produzione irlandese nomina i propri imbottigliamenti come whiskey; lo stesso dicasi del mondo americano. Invece in Scozia e nel resto del mondo si parla di whisky senza la “e”; nel caso della Scozia poi, la denominazione si amplia con la scritta Scotch. Single Malt Scotch Whisky ci garantisce la provenienza da un’unica distilleria. Alcune distillerie scozzesi aggiungono la zona di produzione a sottolineare la territorialità del prodotto. Il numero che spesso è seguito da “Years Old” è relativo all’età minima del prodotto. Età minima in quanto, di fronte a un mix di più botti differenti, fa fede quella più giovane. Esempio: un whisky creato con tre botti, rispettivamente di 8, 12 e 29 anni, riporterà la dicitura “8 Years Old”, indipendentemente dall’invecchiamento delle botti più vecchie. Sarà cura della ditta segnalare l’età delle altre botti, ma ciò non è obbligatorio. Alle volte, si possono trovare whisky senza età: niente paura, non sono prodotti adulterati o falsi, sono i cosiddetti “No Age Statement”, per i quali vale la semplice legge dei 3 anni minimi di invecchiamento. L’azienda produttrice sceglie di non segnalare l’età che rimane ignota: starà al nostro palato verificare il gusto e la piacevolezza.

In etichetta viene sempre riportata la gradazione alcolica che deve essere di almeno 40%; sotto questo valore non possiamo parlare di whisky. Se la gradazione è più alta, a volte le aziende riportando le diciture “Cask Strength” (mondo inglese) o “Full Proof” (mondo americano): siamo in presenza di prodotti non allungati con acqua e quindi come se fossero appena estratti dalle botti. L’evaporazione permette comunque di avere whisky cask strength con gradazioni più basse di whisky allungati con acqua, soprattutto se i primi hanno una certa età.

La dicitura “Un-chilfiltered” ci consente di capire che il whisky non ha subìto filtraggio a freddo, così come la dicitura “un-coloured” o “Without Caramel Added” (o altre diciture simili) ci spiegano che non è stato aggiunto caramello per correggere il colore.

In casi particolari troviamo anche l’indicazione delle botti utilizzate o, addirittura, del numero della botte o delle botti utilizzate. Questo succede spesso per edizioni molto limitate o nel caso degli imbottigliatori indipendenti che ne fanno, giustamente, motivo di orgoglio. In aggiunta possiamo trovare le scritte Single Cask o Single Barrel per sottolineare l’unicità. Un’altra dicitura è Small Batch che rimane un concetto più ampio: si può andare dalle due botti in su, ma comunque un numero minore rispetto alla norma (per fare qualche esempio: l’imbottigliatore indipendente Cadenhead’s unisce due o tre botti per i propri Small Batches, mentre Oban Little Bay non dichiara il quantitativo di botti utilizzate ma sicuramente si tratta di molte più botti messe insieme).

Succede, sempre in casi particolari, di trovare le date di distillazione e di imbottigliamento, specialmente quando si parla di botti singole: il produttore vuole sottolineare il periodo di tempo che il distillato ha trascorso in botte.

L’unione di botti risponde a criteri ben precisi: si possono unire botti di whisky di malto della stessa distilleria o di distillerie differenti o addirittura botti di malto (orzo) e di grano (Grain): nel primo caso non ci saranno diciture (è una pratica comune), nel secondo caso avremo i Blended Malt Whisky (anni fa si parlava di Vatted), nel terzo i Blended Whisky (o Blend). Esistono inoltre i Grain Whiskies: con questa dicitura ci si riferisce a whiskies prodotti con vari cereali. Nel mondo americano spesso si incontrano varie diciture legate al cereale prevalente o alle volte l’unico cereale utilizzato (Rye Whiskey, Corn Whiskey).

Abbiamo provato a spiegare i termini più utilizzati nelle varie etichette; non esiste un disciplinare assoluto e ogni produttore fa da sè. Seguendo però queste indicazioni, sarà più facile districarsi in questo mondo tanto ampio quanto unico.

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