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Prezzo
Sotto 6
6-10
10-15
15-20
20-30
Oltre 30
Forza
Leggera
Medio-leggera
Media
Medio-forte
Forte
Valutazione
95-100
90-94
85-89
80-84
Inferiore a 80
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ABV
38.0-39.9%
40.0-43.0%
43.1-46.0%
46.1-50.0%
50.1-55.0%
over 55.0%
OB o IB
OB
IB
Prezzo
Sotto 50
50-100
100-250
250-500
over 500
Valutazione
95-100
90-94
85-89
80-84
Inferiore a 80
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Legno
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Torbato
Vinoso

Cosa rende “grande” un sigaro? I Gran Coronas

Cosa rende “grande” un sigaro? I Gran Coronas

Cosa rende “grande” un sigaro? I Gran Coronas 800 450 Giuseppe Mitolo

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Se la maestria dei torcedores, la qualità del tabacco e la ricchezza della receta riescono ad essere sublimate in un unico prodotto, eccovi l’alchimia di un grande sigaro. Se poi anche le dimensioni sono particolarmente generose come quelle di un gran corona (47 x 235mm), la fumata potrebbe avere tutte le carte in regola per essere indimenticabile.

Non è un caso che i gran coronas in commercio siano davvero pochi. Le ragioni sottese ad una parsimoniosa realizzazione, sono le più diverse: costi di produzione più elevati, difficoltà nel reperimento di foglie più grandi (quelle di fascia in particolare) e, non da ultimo, una difficile propensione del consumatore medio all’acquisto di questi “colossi”, sia per ragioni economiche sia per una questione di tempo di fumata (circa 2 ore e più), nettamente in controtendenza con i tempi moderni.

Il primo gran corona risale agli anni ’20, quando lo sfarzo, la stravaganza e un pizzico di esibizionismo modaiolo e squisitamente edonistico abbracciarono anche il mondo sigarofilo della ricca borghesia. Fumare “oversize” per l’epoca (non dimentichiamo quanto fossero amati i formati “slim” come il panetela) significava di sicuro non passare inosservati, senza considerare che una fumata di un sigaro di oltre 23 cm di largo assicurava una lunga compagnia durante le feste e nei fumoir dei primi decenni del secolo scorso.

Essendo la storia del sigaro legata a Cuba, anche questo formato ha i suoi risvolti storici proprio nell’Isla Grande. Nel gergo comune, prodotti come il Montecristo A, l’Opus X A e il Padron A sono definiti “A size”, mutuando la nomenclatura dalla sigla A ricorrente nelle rispettive vitola de salida. Nonostante sia ragionevole ritenere che sia stato il Montecristo A (l’unico gran corona ancora in produzione a Cuba) ad aver ispirato i nomi degli altri due sigari, spetta al Sancho Panza Sancho il titolo del gran corona più vecchio prodotto a Cuba. Sembrerebbe, infatti, che tale sigaro sia nato a cavallo degli anni ’20 e ’30, quando il brand fu acquisito dalla El Rey del Mundo Cigar Company che riuscì anche a ridare lustro alla marca cubana che nei primi del novecento aveva perso delle quote di mercato. Il formato, negli anni a seguire, ebbe un apprezzabile successo, in particolare fra gli anni ’80 e ’90.

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Senza passare in rassegna tutte le produzioni cubane (costituite anche da humidors commemorativi), ci limitiamo ad elencare le marche che nel loro vitolario standard avevano un gran corona, annotando l’anno di lancio e quello di dismissione dal mercato:

  • CIFUENTES Super Estupendos (1975 – 1975. Sigaro avvolto da un alone di mistero: oltre ad essere stati pochissimi gli esemplari prodotti, non si conoscono le ragioni ufficiali di una così breve esistenza);
  • DUNHILL Havana Club (1982 – 1991);
  • HOYO DE MONTERREY Particular (1980 – 1987. Fu riproposto nel 2000 e nel 2001 come Edizione Limitata e nel 2002 con una produzione di pochi pezzi);
  • MONTECRISTO A (1971. Nel 2010 venne dismesso il box da 25 verniciato);
  • PUNCH Diadema Extra No. 2 (1980 – 1988 circa);
  • ROMEO Y JULIETA Fabuloso (1985 – 1988 circa);
  • SANCHO PANZA Sancho (1930 circa – 2006).

Una curiosità: il gran corona non è stato il più grande sigaro prodotto a Cuba, poiché lo scettro è detenuto dall’Hoyo de Monterrey Maravilla (55 x 230), prodotto sino alla fine degli anni ’60.

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