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Oltre 30
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Medio-leggera
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Medio-forte
Forte
Valutazione
95-100
90-94
85-89
80-84
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50.1-55.0%
over 55.0%
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OB
IB
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100-250
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90-94
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80-84
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Un brutto colpo per l’industria del sigaro

Un brutto colpo per l’industria del sigaro

Un brutto colpo per l’industria del sigaro 660 440 Luca Cominelli

Ieri, in data 5 Maggio, la FDA (Food & Drug Administration) ha deciso di porre dei grossi limiti per quanto concerne la commercializzazione dei sigari premium nel mercato statunitense. Il mercato USA è il più ampio a livello mondiale, il più ricco in termini di varietà e disponibilità di sigari caraibici.

I limiti riguardano tutti i sigari introdotti dopo il 15 Febbraio 2007 (tutto ciò che è stato introdotto nel mercato statunitense in data precedente non subirà alcuna variazione). Tutto ciò che è stato introdotto dopo (e dato che stiamo parlando di 9 anni ci si rivolge alla stragrande maggioranza dei sigari in commercio al giorno d’oggi) dovrà essere approvato seguito istanza dall’FDA. I sigari introdotti tra Febbraio 2007 e Agosto 2016 (l’8 per la precisione, data in cui entrerà in vigore l’emendamento) potranno essere immessi nel mercato e restarci per 2 anni. Successivamente dovranno ottenere il permesso dall’FDA per continuare ad essere importati. Considerando che l’IPCPR (la più grande fiera sigarofila mondiale) si terrà come di consueto a luglio, molto probabilmente verranno presentate una miriade di novità come mai si è visto prima, per sfruttare questo ultimo periodi di “libertà” della durata di soli 2 anni.

FDA-2

L’istanza non è gratuita e comporta un investimento non indifferente da parte dei produttori, che dovranno presentare un’istanza per ogni singolo blend di sigari che vorranno mantenere o introdurre nel mercato statunitense. Oltre a ciò, l’FDA si riserva di poter negare l’immissione sul mercato di alcuni sigari e il processo decisionale può durare sino a 12 mesi. A prescindere da ciò, tutti i sigari aromatizzati non potranno più essere introdotti nel mercato, nè si potrà presentare un’istanza per prodotti di questo tipo.

Tutto questo si traduce in un grosso macigno per tutti i piccoli brand che stanno producendo linee di nicchia. Queste produzioni small batch (o boutique brand) sono quelle che nel mercato americano vanno per la maggiore, in quanto rappresentano una continua novità e un continuo apporto di prodotti nel mercato.

Si è quindi di fronte ad una possibile e prematura conclusione di un mercato estremamente ricco e importante per il continuo sviluppo di brand, blend e novità.

L’FDA regolamenta il solo mercato statunitense, ma per via delle sue dimensioni e del peso che riveste per molti brand, ciò può significare la fine per molti marchi, che non potranno avere i fondi necessari per entrare nel mercato più importante.

Se questo emendamento non vedrà delle modifiche, segnerà senz’altro la fine di un’era. I produttori potrebbero investire molto di più sul mercato europeo, ancora libero da questo tipo di restrizioni, ma dovranno capire se il nostro mercato è già maturo per potere in parte sopperire alle future mancanze delle quote di mercato statunitensi.

La situazione stravolge completamente anche l’introduzione dei sigari cubani in USA, dato che non sono ancora in commercio, tutti i brand cubani dovranno essere sottoposti ad approvazione. Ciò richiederà un esborso economico notevole ad Habanos, ma soprattutto un ritardo non indifferente per la commercializzazione di sigari cubani nel mercato statunitense.

Un brutto colpo per il mondo del sigaro caraibico.

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