A oggi il ruolo dei “tubos” come condizionamento per i sigari è abbastanza dibattuto, soprattutto per quanto riguarda le peculiarità del suo utilizzo e le diverse evoluzioni estetiche e funzionali che nel tempo si sono susseguite. Innanzitutto è necessario sgombrare il campo dagli equivoci: il tubo di metallo non può essere una modalità di conservazione dei sigari. La chiusura non ermetica del suo tappo a vite permette il passaggio dell’aria e quindi comporta, a seconda delle circostanze, la perdita o l’assorbimento dell’umidità dell’ambiente circostante. Il tubo è, a tutti gli effetti, semplicemente uno strumento di trasporto del sigaro: comodo, pratico ed efficace contro urti accidentali o cadute. Ma al di là di questo ruolo, è possibile riconoscergli altre proprietà? Il suo uso in maniera non consapevole può causare problemi al suo “prezioso” ospite? In commercio ci sono tubos molto accattivanti dal punto di vista estetico. I vari brand cubani hanno provveduto gradualmente al loro restyling, tanto da dimostrare con questo atteggiamento che questo condizionamento può essere considerato un efficace strumento in termini di marketing.

Basti pensare al fatto che i primi erano quasi tutti di colore grigio metallizzato, con enormi scritte in stampatello e l’anilla riproposta fedelmente al vertice (talvolta in maniera sbiadita). Non propriamente un’estetica vigorosa ed accattivante. Oggi, al contrario, i tubos si presentano interamente verniciati di colori sgargianti (per esempio il bianco e il rosso acceso dei Romeo Y Julieta serie Churchill) e cercano di comunicare personalità e stile (il colore nero dominante e gli inserti rossi di Partagàs). Il cambiamento, insomma, è avvenuto. A parte questi dettagli estetici, quasi tutti i tubos hanno mantenuto al loro interno la lamina di cedro per il mantenimento dell’umidità. Come detto non possiamo pretendere che questo dettaglio faccia la differenza in termini di conservazione, ma questa lamina svolge comunque un ruolo, ovviamente limitato a un brevissimo periodo di tempo e in circostanze climatiche non estreme. Da non sottovalutare anche il possibile utilizzo “materiale” della lamina di cedro, che può essere piegata in stecche e utilizzata in maniera un po’ artigianale per l’accensione del sigaro. Ma c’è di più.

tubos

Qualche produttore caraibico ha inserito nuovi elementi ai propri tubos, aggiungendo così ulteriori dettagli funzionali. I tubos “Nub” si caratterizzano per esempio per un sottile tassello di sughero inserito proprio sotto il tappo a vite che funge da protezione del piede del sigaro, anche in termini igroscopici. Inoltre nel fondello del tubo è presente un cuscinetto di ammortizzazione che previene eventuali rotture della testa. Giunge spontaneo un altro interrogativo: una volta giunti a casa, il sigaro va spogliato del suo involucro metallico oppure va messo in humidor così come ci è stato consegnato? Ci sono due diverse teorie: molti propendono per il riporre il sigaro spoglio, convinti che in humidor ci debba stare solo tabacco e che i sigari migliorino se a stretto contatto gli uni con gli altri, capaci di scambiarsi gli oli essenziali e ricevere adeguato ricambio d’aria. Molti altri sono dell’idea opposta e tra questi ci sono soprattutto coloro che vogliono invecchiare in maniera marcata i propri sigari. Si ritiene infatti che il tubo sia una delle forme migliori per l’invecchiamento dei puros nel lunghissimo periodo, per il limitato scambio d’aria e il mantenimento dei profumi e degli oli. Entrambe le teorie hanno estimatori e detrattori e il tema della conservazione dei tubos rimane a oggi ancora dibattuto e di non facile definizione. Un altro tema piuttosto controverso risiede nella valutazione qualitativa del sigaro riposto nel tubo. Molti anni fa era piuttosto frequente constatare che i sigari contenuti nei tubos non fossero di ineccepibili qualità estetiche e costruttive: si potevano notare capas di colore poco omogeneo, chiusure della testa non riuscite alla perfezione, riempimenti approssimativi, grinze e rotture delle capas soprattutto al piede.

Questo aveva fatto pensare che gli esemplari migliori fossero destinati ai box, mentre quelli meno riusciti ai tubos, dove il manufatto non è preventivamente controllabile dal consumatore finale. Ovviamente le qualità costruttive spesso si riversano sulla bontà della fumata e per tale motivo i tubos sono stati talvolta trascurati dagli aficionados più esigenti. In realtà va detto che nel corso degli ultimi anni la tendenza pare non essere più quella descritta. Gli esemplari contenuti nei tubos sembrano non avere più questi problemi, tanto che qualcuno ha addirittura prospettato l’ipotesi contraria, cioè che i migliori esemplari fossero de- stinati proprio a questo tipo di condizionamento, anche in funzione del fatto che il consumatore, dopotutto, paga anche un sovrapprezzo rispetto al sigaro in box (il costo dello stesso tubo di metallo). Quello che forse un po’ preoccupa è la tendenza attuale a non fornire un’alternativa al condizionamento in tubos, visto che in molte circostanze è stata soppressa l’importazione in Italia del confezionamento in box per molte vitolas (vedi per esempio buona parte dei si- gari della linea “Siglo 1492” di Cohiba). In ogni caso il nostro consiglio è quello di non scartare a priori l’acquisto di sigari in tubos, soprattutto nell’eventualità che il tabaccaio sia propenso a fornirvi la possibilità di ispezionare di persona la bontà della fattura e della costruzione del sigaro. Se vi capita inoltre di poter acquistare un sigaro in tubos con un invecchiamento di parecchi anni, non fatevelo sfuggire. Verrete ripagati dal profumo intenso che percepirete una volta aperto il tappo. Al di là del triste tubo che lo contiene, potrebbe concretizzarsi una fumata particolarmente gratificante.

 

10 Comments

  1. Elio 1 marzo 2019 at 17:59 -  Rispondi

    Una domanda, forse banale: quando vado in tabaccherie e compro dei sigari, entro quanto è consigliabile fumarli senza tenerli in humidor? E questo tempo cambia da tubos cubani (o comunque caraibici) a pacchetti di toscani? Grazie mille.

    • cigarslover 7 marzo 2019 at 12:24 -  Rispondi

      Ciao Elio, tutto dipende dalle condizioni ambientali di dove tieni i sigari. Generalmente un paio di giorni se non vengono tenuti in humidor.

      Tra caraibici e sigari italiani c’è molta differenza, per via del tabacco e per via dei diversi tassi di umidificazione ai quali solitamente si conservano. Il caraibico necessita di un tasso di umidità maggiore rispetto al sigaro italiano e quindi risente maggiormente di un tasso di umidità non adeguato.

  2. Gianfranco 26 ottobre 2018 at 18:10 -  Rispondi

    Ho comprato nel 2010 3 Montecristo petit Edmundo in tubo e a loro volta nella scatolina di cartone li ho conservati in una cristalliera fino ad oggi. Mi hanno consigliato di tenerli per un po in humidor e poi provare a fumarli. Ma a che livello di umidità e quanto tempo devo tenerli?

    • cigarslover 28 ottobre 2018 at 16:29 -  Rispondi

      Ciao Gianfranco, se al tatto i sigari risultano secchi, devono essere riposti in humidor e lasciati riposare per alcune settimane. Il tasso di umidità è in relazione alla temperatura alla quale conservi i sigari. Se conservi tra i 18 e i 24°, il tasso consigliato è tra i 65 e il 72% (anche se non ti consigliamo di superare il 70% con i sigari cubani) 🙂

  3. Davide 9 agosto 2016 at 14:05 -  Rispondi

    Posso sapere il tuo parere a riguardo Luca?
    Come ti comporto tu secondo le tue esperienze?

    Grazie

  4. Gimmy VR 8 ottobre 2015 at 00:10 -  Rispondi

    Ciao a tutti, posso garantirvi che ho fumato dopo 9 anni un Upmann Monarch conservato in tubo avvolto nel cedro che era qualcosa di magnifico con un’evoluzione da spettino, perciò non disdegno i tubos!!! Buone fumate fumose a tutti!!!

    • cigarslover 8 ottobre 2015 at 08:39 -  Rispondi

      E’ proprio quello che viene riportato anche nell’articolo. Il tubo è un tipo di conservazione che non è affatto da sottovalutare nel caso si vogliano far invecchiare i sigari 😉

  5. Elia 6 febbraio 2014 at 13:56 -  Rispondi

    Beppe, leggendo il tuo commento ti chiedo per mia curiosità: in Italia ci sono tubos importati con questo sistema di areazione? e se si, di quali marche?
    grazie

    • Beppe 6 febbraio 2014 at 20:06 -  Rispondi

      Le vitolas di Davidoff, proposte in tubos sono così , si trovano facilmente anche da noi…

  6. Beppe 5 febbraio 2014 at 20:23 -  Rispondi

    Per completare la recensione ,ci sono produttori che dotano i loro sigari di tubos, ai quali è stata praticata un asola di areazione . Dopo aver tolto il sigillo si ruota di un quarto di giro il coperchio del tubos , scoprendo la lamina in cedro ,che protegge il sigaro . In questo modo si crea un apertura regolabile che facilita l’interazione con i nostri humidor…..

Leave a reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Newsletter

a402471faa
/wp-admin/options-general.php?page=emc2-popup-disclaimer/emc2pdc-admin.php
b047934777
7135
10
Entra
Esci
http://google.it
1

CigarsLover è un sito che tratta argomenti che riguardano il mondo del fumo lento e tutto ciò che ci gira attorno. Questo sito non vuole indurre al fumo, e si ricorda che il fumo nuoce gravemente alla salute. I contenuti sono per maggiorenni.

Questo sito utilizza i cookie tecnici per avere la migliore esperienza di navigazione. Cliccando su “entra”, dai il consenso all’uso dei cookie. Leggi l’informativa

Entra Esci