Distillati, Guide sui distillati

Dizionario Breve del Whisky

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Molto spesso ci si imbatte in abbreviazioni o acronimi di settore, non sempre comprensibili. Lo stesso vale anche per l’impiego di termini inglesi, che nonostante ne venga dato per scontato il significato, possono venir fraintesi o non compresi appieno.

Ecco quindi una raccolta di alcune parole, sigle, diciture di non facile interpretazione soprattutto per chi non è dentro il mondo del whisky.

  • ABV: Alcohol By Volume, percentuale di alcol del prodotto.
  • Batch: lotto di produzione, un numero limitato di botti utilizzate per dar vita a prodotti piuttosto limitati.
  • Cask Strength: prodotto non diluito con acqua, quindi con la medesima gradazione di quando era in botte.
  • Ex-bourbon/ex-sherry/ex-porto/ex-…: la dicitura indica il precedente contenuto della botte o delle botti utilizzate poi per l’invecchiamento del whisky. Esempio pratico: ex-bourbon, cioè una botte che ha prima contenuto bourbon che, una volta invecchiato e uscito dalla botte, ha lasciato il posto al whisky in degustazione.
  • Finishing/finish: passaggio finale di invecchiamento, cioè una maturazione aggiuntiva in botti differenti da quelle originarie. Spesso non è dichiarato il periodo di finishing. Una sua variante è la Doppia Maturazione (Double Maturation), cioè un finishing per periodi consistenti, spesso qualche anno.
  • NAS: No Age Statement, cioè un malto senza dichiarazione dell’età di invecchiamento. Tecnicamente, un whisky che potrebbe avere dai 3 anni in su.
  • OB/IB: Official Bottling/Indipendent Bottling, cioè un prodotto messo in commercio dalla distilleria di produzione o un prodotto commercializzato da aziende private, proprietarie solo delle botti già piene di distillato.
  • PPM: Parti Per Milione, indica il grado di torbatura del malto di origine. Sebbene il numero possa sembrare basso (raramente oltre le 100 parti per milione), un whisky già piuttosto torbato ha 45/55 PPM.
  • Single Cask: botte singola, cioè un lotto di bottiglie riempite da un’unica botte, rendendo estremamente limitato e irripetibile il prodotto.
  • Unchillfiltered: whisky non filtrato. Il processo di filtrazione serve a eliminare le impurità del whisky, rendendolo limpido. Il processo di filtrazione può variare a seconda della temperatura a cui viene abbassato il whisky o al numero di filtri impiegati. Secondo alcuni la filtrazione modifica le caratteristiche organolettiche del prodotto.
  • Uncoloured: la colorazione del whisky avviene attraverso caramello industriale. Il caramello in questione non modifica il prodotto tranne che per il colore, più scuro.

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Federico Bosco

5 Comments

  1. Toscano 8 gennaio 2018 at 10:08 -  Rispondi

    saresti così cortese da indicarmi quali aziende dichiarano Uncoloured in etichetta?

    • Federico Bosco 8 gennaio 2018 at 10:14 -  Rispondi

      Ecco una lista non esaustiva di aziende che non utilizzano coloranti: Arran, Balblair, Benriach, Benromach, Bruichladdich, Bunnahabhain, Edradour, Glencadam, Glendronach, Glenfarclas, Glengoyne, Glenglassaugh, Glenrothes, Hazelburn, Highland Park,Kilchoman, Kilkerran, Longrow, Macallan, Springbank, Tullibardine.
      Molti imbottigliatori indipendenti lo scrivono in etichetta, farne una lista è praticamente impossibile visto l’alto numero. Altre aziende (gruppo Diageo, Jura, molti blend) colorano il prodotto ma riportano in etichetta E150 o altre diciture esplicative.

      • Toscano 8 gennaio 2018 at 23:37 -  Rispondi

        molto gentile, grazie

  2. Toscano 7 gennaio 2018 at 11:31 -  Rispondi

    esistono dunque whisky che dichiarano in etichetta di non essere stati colorati?

    • Federico Bosco 7 gennaio 2018 at 11:48 -  Rispondi

      Esatto, alcune aziende riportano la dicitura “Un-coloured”. Altre aziende non riportano la dicitura e non aggiungono caramello.

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