Sigari

Cohiba 1966 Vs Montecristo 520 | EL 2011 – 2012

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Il Cohiba 1966 ed il Montecristo 520 sono i due sigari che rappresentano al meglio le Edizioni Limitate rispettivamente 2011 e 2012. Questo perchè sono i sigari EL più blasonati e meglio recensiti dagli aficionados: i più apprezzati in poche parole.

Entrambi i sigari si presentano bene, e, se visti all’interno delle loro scatole da 10 pezzi, hanno decisamente un forte impatto estetico. Le capas colorado maduro sono decisamente belle, frutto di una selezione che ha dato ottimi risultati.

Questi sigari, entrambi Edizioni Limitate, sono quindi fatti da foglie di tabacco invecchiate almeno 2 anni. Questa è infatti la peculiarità delle Edizioni Limitate, oltre ovviamente all’essere disponibili solo per un limitato periodo di tempo.

Vediamoli più da vicino.

Cohiba 1966: Canonazo Especial T (cepo 52x166mm di lunghezza);
Montecristo 520: Maravillas No.3 (cepo 55×155 mm di lunghezza).

Vedendo le dimensioni notiamo come il 1966 sia più lungo ma il 520 abbia un cepo maggiore.
Facendo un piccolo calcolo, il volume del Montecristo è maggiore, ed è quindi il sigaro dalle dimensioni più grandi tra i 2. La maggiore lunghezza, però, solitamente è sinonimo di una maggiore evoluzione aromatica.

Un ulteriore caratteristica che li distingue è la testa del sigaro. Il Montecristo è un parejo con la testa standard, mentre il Cohiba è un parejo che presenta il ricciolo, o pigtail che dir si voglia, all’estremità della testa.

Tastando i sigari, entrambi sono ben riempiti. Il Cohiba si presenta più “duro” indice di un maggior riempimento. Guardando il piede di entrambi i sigari non si notano difetti o mancanze di riempimento, che confermano l’ottima costruzione di questi sigari.

Veniamo ora alla degustazione comparata vera e propria:

A crudo entrambi i sigari sprigionano un ottimo profumo:
Cohiba 1966: sentori floreali.
Montecristo 520: note di cacao.

Apertura
Cohiba 1966: nocciola e pepe bianco in sottofondo. Dolce.
Montecristo 520: cacao, terra e retrogusto con lievi note vegetali.

Primo tercio
Cohiba 1966: terra, nocciola, spezie (pepe bianco) nei primi puff. Proseguendo nel PT: legno stagionato. Forza 3,5/5. Gli aromi sono dolci.
Montecristo 520: legno pregiato e pepe bianco in sottofondo. Proseguendo nel PT: terra, cacao; spezie (pepe bianco) in sottofondo. Forza 2/5.

Secondo tercio
Cohiba 1966: legno stagionato e pepe nero. Qualche puff con note di nocciola e cacao. Forza 3/5. Gli aromi restano dolci.
Montecristo 520: spezie pregiate, molto ricche e marcate. Forza 3/5.

Terzo tercio
Cohiba 1966: note balsamiche ad inizio del TT. Caffè e cacao. Forza 4,5/5.
Montecristo 520: terra e caffè. Qualche puff con note erbacee. Legno pregiato. Forza 4/5.

Finale
Cohiba 1966: tostato. Forza 5/5.
Montecristo 520: legno. Forza 5/5.

Costruzione
Cohiba 1966: necessarie alcune correzioni per regolarizzare il braciere. Lievemente troppo riempito.
Montecristo 520: braciere uniforme, solo una piccola correzione nell’ultimo tercio.

Cenere
Cohiba 1966: molto compatta.
Montecristo 520: molto compatta.

Fumo
Cohiba 1966: quantità di fumo contenuta.
Montecristo 520: denso e cremoso. Il sigaro sprigiona una notevole mole di fumo.

Persistenza
Cohiba 1966: notevole. Molto prolungata.
Montecristo 520: molto prolungata.

Valutazione in centesimi
Cohiba 1966: 91.
Montecristo 520: 96.

Sicuramente la costruzione del Cohiba non è stata pari a quella Montecristo. Generalmete il brand Cohiba presenta una costruzione esemplare, ma in questo caso non è stato così. Il 1966 si presenta più irregolare nella combustione, che necessita di aggiustamenti in fumata. Anche il riempimento, leggermente eccessivo, dà luogo ad un tiraggio lievemente serrato (che io personalmente apprezzo, ma non tutti potrebbero apprezzarlo egualmente).

Gli aromi sprigionati dal Cohiba 1966, presentano una buona evoluzione e sono molto complessi. La dolcezza di fondo è molto piacevole ed accompagna l’intera fumata. Gli aromi sviluppati dal Montecristo 520 presentano un’ottima evoluzione, e sono molti ricchi. La forza è ben dosata in entrambi i sigari, nel Cohiba risulta più marcata nel primo tercio.

Il processo di invecchiamento migliorerà sicuramente entrambi i sigari, rendendo gli aromi più amalgamati. Entrambi i sigari si presentano già fumabili senza problemi. Non vi sono note ammoniacali percepibili al palato.

Tra i due sigari ho preferito il Montecristo 520. Gli aromi sono molto ricchi, e ogni puff pervade il palato con note sempre in evoluzione. Il bouquet aromatico è molto ampio e la forza ben dosata. Oltre ad una combustione migliore, anche il secondo tercio del Montecristo 520 ha presentato un ulteriore evoluzione negli aromi; evoluzione che nel complesso è più marcata. Il finale è appagante e la persistenza è molto prolungata.

Ecco le recensioni singole:
Recensione Cohiba 1966 EL 2011
Recensione Montecristo 520 EL 2012

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